L’economia del limone nel XIX e XX secolo in Costiera Amalfitana

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Mini-video sull’incontro al Sentiero dei Limoni con i coltivatori storici dello “SFUSATO AMALFITANO”

Sabato 6 luglio 2019 lungo il “Sentiero dei Limoni” ed in particolare in alcuni giardini realizzeremo il PRIMO STEP sulla realizzazione delle macere dei terrazzamenti. Faremo visita ad una “cava” di pietre o sbanco, documenteremo alcune formazioni rocciose nel segno del lavoro. Faremo alcuni passaggi su macere a secco bassi – su macere con base statica in pozzolana – sui “cantoni” o testata d’angolo ….
il tutto sarà documentato e successivamente pubblicato. Chiunque voglia collaborare o essere presente è invitato a contattarci.

Pro Loco Minori 089 877087 prolocominori@alice.it www.prolocominori.it

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Sabato 22  giugno 2019 ore 18,00 – Piazzetta San Michele in Torre di Minori – incontro pubblico
Nell’intento di tramandare ed approfondire conoscenze e la storia del lavoro nei limoneti gli abitanti di Torre di Minori organizzano alcuni incontri formativi sul “Sentiero dei limoni” tesi alla conoscenza delle tecniche e delle dinamiche dell’agrumicoltura. In tali incontri avremo il piacere di ascolare la testimonianza di chi ha contribuito con il suo lavoro a conservare, preservare e tutelare i nostri limoneti vanto del territorio e del paesaggio in costa d’Amalfi. Gli incontri successivi saranno anche occasione per visitare alcuni limoneti e confrontarsi. I momenti formativi sono gratuiti e saranno realizzati in collaborazione con i contadini.

INFO : Pro Loco di Minori <costa d’Amalfi> www.prolocominori.it

 Mese di agosto a Minori :

Da Venerdì 31 luglio a Domenica 2 Agosto
Lungomare California
Mercatino dell’antiquariato e dell’artigianato, a cura dell’associazione “La Soffitta in piazza”
Sabato 1 Agosto, ore 21.00
Piazzetta Maggiore Garofalo
Incontri d’Autore
Alfonso Bottone “Maria storie di ragionevole follia” (Terra del Sole)
Martedì 4 Agosto, ore 21.00
Piazzetta Maggiore Garofalo
Concerto di Lalla Esposito al piano il M° Antonio Ottaviano
«’ E primme vase tuoie ll’aggia avuti i’» Omaggio a Viviani
Mercoledì 5 Agosto, ore 21.00
Piazzetta Maggiore Garofalo
Incontri d’Autore
Rosalba Ferraioli – Attilio Naddeo “Bianco&Nero. Grigio in Centro” (Graus)
Da Venerdì 7 a Domenica 9 Agosto
Lungomare California
Mercatino dell’antiquariato e dell’artigianato, a cura dell’associazione “Ranch Star”
Domenica 9 Agosto, ore 6.00
Molo “Capitanerie di Porto – Guardia Costiera”
“Preludiando sul mare” – VII edizione, concerto del Premiato Concerto Bandistico “Città di Minori”
Lunedì 10 Agosto, ore 21.30
Piazza Cantilena
Presentazione del libro di Gigi Marzullo “Non ho capito la domanda. 365 dubbi e rovelli per tutto l’anno” (RaiLibri) con Agnese Pini, Pierluigi Pardo e Domenico De Masi. “Da Napoli a Broadway” con Roberto Ruocco
Martedì 11 Agosto, ore 21.30
Largo Solaio de’ Pastai
XXVI edizione della Rassegna “Largo Solaio de’ Pastai” – “G&S Project” duo Sax e Contrabbasso
Mercoledì 12 agosto, ore 21,30
Largo Solaio dei Pastai
appetizer – video in anteprima del libro Q.B. storie d’amore e di sapore di Gabriele Cavaliere
Giovedì 13 Agosto, ore 21.30
Piazzetta Maggiore Garofalo
Accademia mandolinistica napoletana diretta dal M° Mauro Squillante in “Mandoliniamo”
Da Venerdì 14 a Domenica 16 Agosto
Lungomare California
Mercatino dell’antiquariato e dell’artigianato, a cura delle associazioni “Ranch Star” e “La soffitta in piazza”
Lunedì 17 Agosto, ore 21.30
Piazzetta Maggiore Garofalo
“…mi chiamano Mimì” – un omaggio, in prosa e musica, a MIA MARTINI – a 25 anni dalla sua scomparsa
scritto, interpretato e diretto da Sarah Falanga
Martedì 18 Agosto, ore 21.30
Piazzetta Maggiore Garofalo
La voce della tradizione, concerto del gruppo di ricerca di canti popolari tradizionali appartenenti alla tradizione popolare contadina campana
Mercoledì 19 Agosto, ore 21.30
Piazzetta Maggiore Garofalo
Incontri d’Autore
Massimo Bignardi “Terrazze al sole. Il paesaggio e la vita italiana nella pittura dei viaggiatori del XX secolo” (Liguori)
Giovedì 20 Agosto, ore 21.30
Largo Solaio de’ Pastai
XXVI edizione della Rassegna “Largo Solaio de’ Pastai” – “Silvio Rossomando” Sax solo
Da Venerdì 21 a Domenica 23 Agosto
Lungomare California
Mercatino dell’antiquariato e dell’artigianato, a cura dell’associazione “La Soffitta in piazza”
Lunedì 24 Agosto, ore 21.30
Piazzetta Maggiore Garofalo
Incontri d’Autore
Gian Franco Ricci Albergotti “Quetzal. Un’epopea messicana” (Exòrma ed.)
Martedì 25 Agosto, ore 21.30
Largo Solaio de’ Pastai
XXVI edizione della Rassegna “Largo Solaio de’ Pastai” – “Sonora Sax Quartet ” quartetto di sax
Giovedì 27 Agosto, ore 21.00
Piazzetta Maggiore Garofalo
La Notte del Libro…in riva al Mare
Incontri d’Autore
Raffaele Ruocco “Guarire strada facendo. Camminare: una nuova ginnastica dell’umore” (Gagliano)
Giovanna Russoniello “La cantina del principe” (Terra del Sole)
Da Venerdì 28 a Domenica 30 Agosto
Lungomare California
Mercatino dell’antiquariato e dell’artigianato, cura delle associazioni “Ranch Star” e “La soffitta in piazza”
Mese di Settembre

 

Si accede da un androne del palazzo di Corso V. Emanuele distinto con il nr. 116 . Il primo ambiente è coperto con volta a botte lunettata . Interessante notare a sinistra di questo ingresso inserito nel muro verso la strada un frammento di marmo su cui è scolpita una croce certamente di epoca antica. La cappella è una semplice aula quadrangolare delle dimensioni di m. 4,40 x 4,50 in cui c’è un altarino in marmo del 1881 con l’immagine su tela della Madonna della Sanità (1823). In un angolo è posta la statua della Madonna. In questa cappella vi è una lapide con la seguente epigrafe : LE MAMME DI QUESTA CITTA’ MEMORI DI SOCCORSI E GRAZIE AI LORO BIMBI RESTAURANO QUESTA CAPPELLA ERETTA NEL 1625 ALLA MADONNA DELLA SANITA’ DALLA FAMIGLIA TRABUCCO – MINORI 23.9.1979 – I COMITATI 1976-79-

Lateralmente all’ingresso vi è un piccolo campanile a vela

 

Un piccolo tesoro in Costiera Amalfitana

La chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo costituisce il centro effettivo del villaggio rurale di Torre, località del comune di Minori, in Costiera Amalfitana.

La data della sua fondazione è incerta, ma è sicuramente antecedente al 936, quando si incontra la prima fonte documentaria, dove si parla di una iniziale ara sacrificale dedicata al dio Sole in quanto la chiesa sia perfettamente orientata secondo l’asse Est-Ovest.

In qualità di chiesa cristiana doveva essere molto piccola (probabilmente soltanto l’attuale abside) e la prima notizia storicamente certa è contenuta nei ‘Regesta Amalfitana’ dove in un documento del 961 si fa cenno di una chiesa dedicata a Sant’Angelo in Torre.

La chiesa, come si presenta oggi, è frutto di una serie di interventi di restauro ed ampliamento. Quello definitivo è avvenuto sul finire del XIX secolo grazie a fondi raccolti dai fedeli della parrocchia ed elargiti dal Regio Governo. Una lapide marmorea, posta all’interno della chiesa, ricorda il completamento della decorazione interna ed annovera i pittori e i parroci che, nel 1891 e nel 1933, curarono e finanziarono i vari abbellimenti pittorici: nel 1891, il pittore Matteo Casella curò l’abbellimento della parte superiore della chiesa (l’abside) col finanziamento del parroco Don Alfonso Russo e di tutti i fedeli, mentre nel 1933 il pittore Gaetano Piedimonte si occupò della parte inferiore (la navata) sotto il volere del parroco Don Luigi Di Lieto e dei fedeli tutti.

La chiesa parrocchiale si presenta con una struttura architettonica altrettanto semplice, in perfetta armonia con il paesaggio che la circonda: la facciata a salienti è caratterizzata dall’alternarsi di stucchi bianchi e gialli e da tarsie rosse e blu lungo le rifiniture della zona superiore; il portone d’ingresso, donato a devozione di Salvatore e Maria D’Amato, è sovrastato da una apertura a tutto sesto comunicante con la cantoria; sul lato destro della facciata si erge la torre campanaria a due piani, la quale ospita nel secondo piano due campane, restaurate ed elettrificate nel marzo 2012: la campana maggiore è datata 1722 e presenta una epigrafe raffigurante l’Annunciazione della Vergine Maria, mentre la campana minore, fusa nel 1992, sostituisce un’altra campana, datata 1623 sulla quale vi è una epigrafe riproducente la Vergine Maria col Bambino che, essendosi lesionata, è stata sottratta al campanile; sul lato sinistro della facciata vi è la casa parrocchiale,  edificata negli anni Sessanta del Novecento e che ha ospitato per vari decenni la scuola elementare del villaggio.

L’interno della chiesa, che si sviluppa su di una pianta longitudinale ad aula unica, è abbellito da interessanti pitture murarie realizzate a cavallo tra il XIX e XX secolo, quando la cultura pittorica contemporanea si compiaceva di riproporre il vibrante linearismo dell’arte gotica e bizantina.

Le decorazioni parietali della navata e del soffitto, privo di volta, sono opera di Gaetano Piedimonte, che le realizzò nel 1933: l’autore si è ispirato chiaramente al movimento artistico dei Nazareni, sorto all’inizio del XX secolo in opposizione alle avanguardie artistiche che contrapponevano all’astrattismo immagini intensamente spirituali tratte dal repertorio iconografico medievale. Al centro del soffitto è raffigurato San Michele tra i Santi Vito e Vincenzo; sopra e sotto le tre figure sono ritratti Gesù Cristo con l’Immacolata Concezione e i quattro evangelisti e alcuni simboli tipici dell’iconografia cristiana; lungo le pareti, invece, si può notare una teoria di angeli oranti e gigli bianchi. Dopo l’ingresso, un piccolo ambiente funge da deposito e conduce, attraverso una rampa di scale, alla cantoria e alla cella campanaria.

Prossima è la cappella del Santissimo Sacramento, nella quale, nel periodo natalizio, viene allestito un artistico presepio: l’altare, sovrastato da una piccola statua lignea del Sacro Cuore di Gesù, è stato donato nel 1888 da Vincenzo Ruocco fu Raffaele. Al di sopra dell’ingresso, vi è la cantoria con un organo a canne del 1739 (uno dei pochi sopravvissuti all’avvento delle moderne tastiere elettriche nella città di Minori). Quattro gradini separano la navata dal presbiterio, ove si staglia l’altare postconciliare in rame sul quale è raffigurato Gesù Cristo con le braccia aperte; volgendo lo sguardo in alto, si possono notare due lampadari di cristallo del XIX secolo e una lampada argentea, ascrivibile al medesimo secolo.

Un arco acuto, sostenuto da due colonne decorate con motivi geometrici e floreali, incornicia l’altare tridentino in marmi policromi, sul quale campeggia un trittico in cui sono rappresentanti San Michele nell’atto di calpestare il demonio in catene sovrastato dall’Eterno Padre e i due compatroni del villaggio, San Vito e San Marco, rappresentati secondo l’iconografia tradizionale. Opera di Matteo Casella del 1891, il trittico rappresenta uno dei rari prodotti di ‘art noveau’ esistenti in Costiera Amalfitana.

La pavimentazione marmorea, del XX secolo, sostituisce un pavimento in cotto maiolicato del XIX secolo, le cui tracce sono ancora visibili nel campanile.

La chiesa custodisce inoltre una tela raffigurante l’estasi di San Pietro d’Alcantara del XVII secolo del pittore Nicola Viso; una tela rappresentante l’Immacolata Concezione del XVIII-XIX secolo di autore ignoto; una tela che ritrae il Sacro Cuore di Gesù; una pala lignea raffigurante San Michele datata 1983 realizzata dal pittore salernitano Mario Carotenuto su commissione di Lorenzo Manzi e un’altra raffigurante la lavanda dei piedi datata 1984 dei pittori Vito Barra e Giovanni Gargano.

Degne di nota anche le opere statuarie: una statua lignea del XIX secolo di San Michele Arcangelo, oggetto di particolare venerazione e adorna di vari ex voto, viene portata in processione il 29 settembre; una statua lignea dell’Immacolata Concezione, anch’essa del XIX secolo, fregiata di due magnifiche corone, l’una argentea l’altra aurea, condotta processionalmente per le vie del villaggio l’8 dicembre; un manichino ligneo vestito di San Vincenzo Ferreri, con relativa reliquia, del XIX secolo, e una statua della Madonna di Fatima, esposta durante il Mese di Maggio e portata in processione a conclusione del mese di preghiera consacrato a Maria.

a cura di Luigi Reale

Chiesa dei Ss. Gennaro e Giuliano

Sull’altura denominata Villamena, in un largo vi sono le Chiese di S. Gennaro e Giuliano e della Madonna delle Grazie, oggi detta S. Maria del Rosario. La Chiesa dei Ss. Gennaro e Giuliano presenta una porta d’ingresso sormontata da un medaglione con affresco molto deteriorato rappresentante la Madonna ed è raccordata all’architrave da due volte. L’interno è a tre navate con otto pilastri di cui due addossati all’altare centrale. La navata centrale è coperta con volta a botte, mentre le laterali da volte a crociera. Lateralmente ai pilastri dell’altare sono due colonne romaniche con capitelli a foglie d’acanto molto stilizzate. In ciascuno degli altri pilastri è incorporata una colonna romanica; una di queste è parzialmente visibile in un pilastro vicino all’altare. L’abside centrale è appena accennata, mentre all’esterno sono visibili tre absidi. L’interno ha una veste barocca, probabilmente del 1754, quando il parroco Filippo Carola restaurò la Chiesa.

Chiesa di S. Maria del Rosario

Comunicante con la Chiesa dei Ss. Gennaro e Giuliano è quella di S. Maria del Rosario che presenta una sola navata coperta da volta a botte dov’è accennato un motivo a cassettoni a nove riquadri a forme romboidali e stellari. L’abside appena accennata in una leggera rientranza comprende l’altare maggiore. Altri due altari sono lateralmente. La decorazione barocca interna è più ricca che in S. Gennaro. Esternamente la cupola presenta otto nicchie delle quali quattro sono aperte a finestra e sono delimitate da costoloni che hanno una funzione decorativa. La cupola termina con una lanterna

X – XIII (fondazione intero bene)

La fondazione della chiesa dei Santi Gennaro e Giuliano risale probabilmente ai secoli X-XI, tuttavia non possediamo notizie più sicure. Qualche studioso la sposta anche verso il secoli XII-XIII. L’impianto originario della chiesa doveva riferirsi alla cultura bizantina, ma i caratteri architettonici dominanti giunti fino ad oggi rivelano una costruzione romanica. In epoca imprecisabile alcune colonne marmoree (poste tra le navate) sono state inglobate in pilasti murari a scopo di consolidamento.

Descrizione Il singolare complesso monumentale di San Gennaro si compone della chiesa parrocchiale (dedicata ai Santi Gennaro e Giuliano), dell’oratorio di Santa Maria delle Grazie, delle due sacrestie, del sagrato e di altri piccoli locali. La chiesa e l’oratorio sono intercomunicanti; le loro semplici facciate fanno angolo retto tra loro e prospettano sull’unico sagrato antistante. Il complesso sorge in posizione isolata nella frazione di Villamena in Minori, sulle prime alture collinari digradanti verso il centro urbano, alla sua sinistra. Il contesto ambientale mostra caratteri agresti, dominato da giardini e terrazzamenti coltivati, raggiunti da sinuose stradine gradinate e disseminato di rada edificazione rurale. La chiesa dei Santi Gennaro e Giuliano ha un interno in cui si riconosce l’originaria impostazione architettonica medievale, ricoperta da una decisa veste decorativa barocca. Il suo sviluppo planimetrico è di tipo basilicale longitudinale, a tre navate absidate e transetto non emergente. Le coperture sono composte da un insieme di volte (a botte e a crociera) e da una cupola. La navata sinistra, attraverso un passaggio situato nella sua prima campata, è in collegamento con il vicino oratorio. La partitura architettonica della navata centrale è affidata ad un ordine di lesene composite appoggiate ai pilastri e intervallate dalle arcate a tutto sesto tra le navate. La soprastante trabeazione ha andamento mistilineo (a pulvino in corrispondenza delle lesene e curvo al di sopra delle arcate) e funge da base per la volta a botte di copertura. Le navate laterali presentano partitura molto semplificata, in cui emergono essenzialmente le lesene senza capitello poggiate ai pilastri e alla muratura perimetrale. Il transetto presenta le stesse partiture architettoniche delle navate; l’abside centrale, preceduta da due colonnine angolari in marmo, accoglie l’altare maggiore sormontato da un’ampia composizione in muratura e stucco. La sacrestia è un semplice ambiente quadrangolare accessibile dal centro della navata sinistra. L’illuminazione interna risulta alquanto scarsa per la presenza di poche finestre.

 

La Chiesa di S. Lucia in località “alla fiumara” fu costruita nel X secolo con l’annesso convento benedettino. Nel 1520 fu istituita una confraternita laicale che avrebbe provveduto ad un restauro determinante. Ha una sola navata coperta con volta a botte mentre la zona dell’altare è a pianta quadrata, con cupola a scodella caratterizzata da un alto tamburo nel quale si aprono quattro finestre. Di particolare interesse sono il coro ligneo, l’altare barocco, anch’esso ligneo, e la tomba del fondatore, Giovanni Simone Palumbo, in marmo bianco con decorazioni di marmo scuro.

 

  

Di una Confraternita del SS. Sacramento si ha notizia sin dal 1526. Nel 1545 il vescovo Giovanni Pietro Buono concesse un luogo nella Cattedrale di S. Trofimena per la suddetta Confraternita. Nel 1575 il Papa Gregorio XIII concesse alla cappella dedicata al SS. Corpus Christi un altare privilegiatum perpetuum. Nel 1606 viene ricordata la confraternita nelle relazioni “ad limina” dai vescovi di Minori al Papa. Nel 1743 fu arricchita di indulgenze dal Papa Clemente VII, e confermate nel 1777 dal Papa Benedetto XIV. Nel 1922 la confraternita venne elevata all’onore di Arciconfraternita da S. E. Mons. Ercolano Marini, Arcivescovo di Amalfi. L’associazione laicale ha sempre svolto nel corso dei secoli un’intensa attività religiosa e caritatevole, ed ha un profondo legame con il popolo minorese. Nella piccola sacrestia della chiesa è possibile consultare alcuni reperti storici, come la lettera con la quale il priore dell’epoca Vincenzo Ruocco nominava il re Vittorio Emanuele III Priore Onorario. Ma tanta storia non ha evitato all’Arciconfraternita del SS. Sacramento un periodo di grande abbandono e, infatti, dal 1952 al 1975 il pio sodalizio fu chiuso, e succesivamente riaperto. I locali dell’Arciconfraternita (il salone, la sacrestia e il corridoio) furono usati come deposito e la stessa splendida chiesetta versava in uno stato di grande degrado. Ma la volontà di rinascita dei minoresi e dei confratelli riportò l’istituzione religiosa ad un livello di sviluppo invidiabile. Nella magnifica chiesa sono ancora conservati gelosamente un organo in legno del 1700 (perfettamente funzionante), un trittico in legno di pregevolissima fattura del 1300 e il quadro centrale sovrastante l’altare, datato 1514, che rappresenta la Madonna del Rosario circondata dai Santi venerati nelle Chiese di Minori (allora se ne contavano circa 36), secondo gli studi di Vincenzo Criscuolo. L’intensa attività religiosa svolta dall’Arciconfraternita trova il suo apogeo nella Settimana Santa quando i Confratelli vestiti di un lungo camice bianco, incappucciati e cinti da una rozza corda chiamati “BATTENTI” sfilano processionalmente per le vie principali del paese e i suoi casali annunziando gli ultimi eventi della vita di Cristo. I battenti nel loro procedere suggestivo e mistico si fermano nei luoghi religiosi disseminati un po’ dovunque nel paese, e qui formando dei cerchi intonano caratteristici canti che risalgono intorno al 1375 come attesta un documento rinvenuto presso il fondo Mansi dell’archivio della Badia Benedettina di Cava dei Tirreni. Questi canti si tramandano oralmente da padre in figlio ed hanno una loro caratteristica nella doppia tonalità. Il giovedì Santo si canta col cosiddetto “Ton’e vascie” mentre il venerdì mattino col “Ton’e coppe”: il tono di sopra si riferisce al modo di cantare dei confratelli dell’Arciconfraternita del SS. Rosario, posto su in alto al casale Villamena, mentre l’altro tono fa riferimento all’Arciconfraternita del SS. Sacramento, sita in Minori centro. Dal 2011 i Canti sono divenuti “Bene demoetnoantropologico” tutelato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.